Riflessioni

30 passi per Natale (21° passo)

10 giorni a Natale. 10 Passi…di gioia

21° Passo: Gaudete!

A cura di Don Salvatore Lavorato

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Povero il nostro Giovanni… Anche tu hai dovuto rivedere la tua vita, il tuo modo di pensare e di aspettare. Non che tu abbia avuto problemi a farlo, altrimenti Gesù non avrebbe detto di te che sei il più grande tra i nati da donna, ma il tuo ardore e il tuo zelo per la verità e la coerenza di una vita veramente fedele a Dio ti ha fatto credere che Egli, venendo, avrebbe fatto pulizia totale e creato così il mondo nuovo. Mi viene in mente un po’ il profeta Giona che passeggia per le strade della grande città di Ninive e annuncia la sua imminente distruzione, e invece… niente di niente! Dio ha guardato il popolo convertirsi e ha cambiato rotta. E come Giona, anche tu sei dovuto entrare pian piano nella logica di Dio.

Che strano però oggi sentire il tono di dubbio che si cela nella tua domanda…: Sei tu, o dobbiamo aspettare un altro? Niente di apocalittico e drastico accade con Gesù. Non faceva giustizia separando i buoni dai cattivi, come il setaccio separa il grano dalla pula, predicava con energia la conversione, ma perdonava i peccatori; si mostrava aperto e disponibile con tutti, non contestava il sistema. Giovanni annunciava una tormenta, Gesù era una pioggia leggera. Giovanni aspettava un uragano, Gesù era una brezza soave. Giovanni minacciava con la giustizia, Gesù predicava la grazia: per l’albero che non dà frutto sempre c’è un tempo di attesa. Gesù parlava di un processo lento, stava con i poveri e si dedicava a curare i malati. Il suo atteggiamento semplice e misericordioso lasciò Giovanni senza argomenti.

Dio è atteso e cercato, ma è anche sempre una sorpresa. Ci spiazza sempre, non fa quasi mai quello che ci aspettiamo noi!

La risposta di Gesù a Giovanni è mirabilmente semplice: egli risponde citando Isaia. Come dire: c’è una sola risposta e viene da una sola fonte, la Parola di Dio. Sèguila, non lasciarla proprio ora, suggestionato da apparenze che non corrispondono alle idee che ti sei fatto del Messia. E poi conclude per tutti: “E beato colui che non si scandalizzerà per causa mia”.

In realtà Gesù non ha risposto a lui come non risponde a noi. Non ci sono prove cosicchè la mia fede possa stare accomodata ben bene, possa ritenersi soddisfatta… non devo più aspettarmi un Dio che mi dimostra che c’è, che regge il mondo, che ama gli uomini… sono io che devo chiedere la grazia di riconoscerlo vivo e presente, capace di leggere i segni del suo passaggio nella storia e nella mia vita: e allora lo vedrò, lo sentirò.

Ecco la gioia di questa terza Domenica che la liturgia chiama simpaticamente “Gaudete”. Un invito a gioire, a rallegrarsi, perché il Signore è vicino. È vero, non sempre i segni del Regno sono evidenti, tuttavia la risposta di Gesù indica un criterio chiaro per discernere  i segni del Regno: quando il male è superato dal bene, quando i poveri, i piccoli e gli oppressi riacquistano vita e speranza, allora può esservi gioia per il regno presente. La buona novella (il Vangelo) è un messaggio di gioia e di liberazione.

Noi, pietre vive, dobbiamo comunicare la gioia di cui viviamo: una gioia straordinariamente realista e che esprime la certezza, fondata sulla vittoria di Cristo, che nonostante le difficoltà e le apparenti contraddizioni, l’avvenire dell’umanità si sta edificando.

(grazie infinite per la luce costante di questo cammino)

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