Riflessioni

Zona Briganti: il ritorno dei “guerrieri” con l’ultimo lavoro discografico Di Rabbia e d’Amore

Un mondo dove si può ancora cantare l’amore anche se è amaro..e dove si crede ancora nei sogni!

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Potrei descrivere anche il profumo del mare in quella sera di agosto 2009, quando alla festa del paese inizio a ballare senza sosta sulle note di quel gruppo di ragazzi così giovani. Due parole. Due canzoni ed entrano prepotentemente nella mia vita. Da quel 17 agosto non ho smesso di cantare, anche per un solo giorno, quei canti così freschi che sapevano raccontare la storia radicata nell’identità di questa terra.
Inizio ad approfondire la loro storia, il loro progetto e ho deciso di sposare quell’ideale: “diffondere la cultura musicale calabrese in un linguaggio capace di attirare amanti di diversi generi grazie al connubio tradizione-modernità.”, un progetto non dettato da recenti mode ma come percorso esistenziale avuto in “eredità”, una passione profonda che si manifesta continuamente in ogni nota, ogni lavoro discografico, in ogni concerto.

Dire “Zona Briganti” vuol dire “movimento, energia”, dinamicità ed innovazione (nel senso proprio del termine) e ne sono prova tangibile  i loro  CD (Zona Briganti (2007), La nostra terra (2009), Ritmu Novu (2010), Di Rabbia e d’amore (2013)), ascoltandoli ci si rende conto l’evoluzione artistica del gruppo che negli anni crea un genere del tutto proprio, allontanandosi dalla massa, OSANDO la sperimentazione di vari generi musicali, fondendo suoni e lingue per rendersi manifesto e voce di rivolta in una società frenetica e vuota in una terra che mette a dura prova i sentimenti più veri e sinceri.
E’ proprio su questo conflitto che pone le radici l’ultimo lavoro discografico: Di rabbia e d’amore (Luglio 2013); un percorso all’interno dell’anima dell’artista che si completa esplodendo nell’armonia del mondo, una ricerca personale intima e storica che sfocia nel tempo della tarantella. L’ansia e l’angoscia di  “essere guerrieri surreali” che credono ancora nei sogni, in mondo bello e di colori, un mondo giusto e onesto, sentimenti espressi pienamente nei brani La mia musica e Il Dolce e L’amaro; la dolcezza e la speranza, che prendono vita particolarmente in brani come Suspiru e tarantella, tanti culuri, sogno e racconto.
Un disco che ti porta in un mondo non fatto di utopie ma meravigliosamente reale. Un mondo dove si può ancora cantare l’amore anche se è amaro..e dove si crede ancora nei sogni! Sogni che non hanno un tempo ma sono il tempo! Il tempo presente! Un mondo che ti fa evadere dalla fatica di ogi giorno…ballando e cantando! Che mette in luce la miglior parte della Calabria…la Calabria che resta e CI CREDE… che “verde speranza vuole lasciare…”
e io.. “guerriero surreale” resto e credo con voi!
Grazie!

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